Sunday, October 14, 2007

È la promessa di alleviare gli strapazzi della libertà, le fatiche dell'autonomia. Questo perché contrariamente a quanto accadeva negli assolati anni del '68, la "libertá" è non oggi una parola magica quanto piuttosto un motto intimidatorio. In libertà (...) il singolo è tenuto a prendere in mano il proprio destino. In libertà l'individuo non domandi piú cosa lo stato puó fare per lui, ma piuttosto cosa lui stesso puó fare per la propria ottimizzazione.

Portando all'estremo: il discorso politico d'oggi definisce la libertà come l'obbligo di essere imprenditore della propria vita e massimizzare il proprio capitale umano. Innovativo, mobile, flessibile, multiopzionale, capace d'imporsi, orientato a fare carriera - ma capace di lavorare in un team. (...) "La gestione imprenditoriale della propria vita termina solo con la morte". L'uomo è nato per il mercato e il mercato sugellerà il suo destino.

(trad da A. Assheuer, Ich war es nicht!, Die Zeit 11. Ottobre 2007)

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