Tuesday, November 28, 2006

Si puó credere in qualcosa. In qualcuno. In sé stessi. Credere in Dio. Negli antenati e negli angeli. Si puó non credere piú in nulla. Magari dubitare.
Io dubito. Il piú delle volte. Di me. Della mia capacitá di "sopravvivenza" ad un livello che non é quello meramente esistenziale e fisico. È un dubbio profondo, viscerale. Mi sento incapace - al di lá del fatto che vivo, nonostante tutto, giorno per giorno. Inadeguata a questa vita. Gironzolo senza meta. Mi auguro che ci sia, invece, una meta. Uno scopo. Un ordine di qualche genere, una specie di "grande trama". Voglio credere che ci sia.

Thursday, November 16, 2006

(Questo era del 4 Novembre. Il blog se l'è mangiato! Lo rimetto qui)

Oggi era un giorno da gonna lunga. Ieri ho fatto tardi per la prima volta da un'eternità. Stamattina poi mi sono alzata e sono andata in piscina con un'amica. Poi abbiamo fatto una colazione tarda, di quelle da dopo-festa. Era tanto che non mi sentivo tanto a mio agio. Forse comincio ad ambientarmi!

"jetzt brauch ich sehr viel Ruhe,
fuer Dinge die

ich heut nicht tue
..."
(singt Annett Louisan, Bohème)


"adesso ho bisogno di molta pace
per cose che
oggi non farò
..."
(canta Annett Louisan, Bohème)

Lieber. Liebe ich
lieber als nicht lieben.
denn liebt man nicht ,
dann lebt man lieber nicht,
oder?

Praktisch. Also, in der Praxis
ist es recht unpraktisch zu lieben,
denn wenn man praktisch liebt
dann liebt man praktisch nicht,
oder?

Sinn. Nach dem praktischen Sinn sollte man
- sinnvollerweise - lieber nicht fragen.
Die Antwort wäre ja doch ziemlich
Unpraktisch,

oder? Dann lieber nicht!