Si puó credere in qualcosa. In qualcuno. In sé stessi. Credere in Dio. Negli antenati e negli angeli. Si puó non credere piú in nulla. Magari dubitare.Io dubito. Il piú delle volte. Di me. Della mia capacitá di "sopravvivenza" ad un livello che non é quello meramente esistenziale e fisico. È un dubbio profondo, viscerale. Mi sento incapace - al di lá del fatto che vivo, nonostante tutto, giorno per giorno. Inadeguata a questa vita. Gironzolo senza meta. Mi auguro che ci sia, invece, una meta. Uno scopo. Un ordine di qualche genere, una specie di "grande trama". Voglio credere che ci sia.

3 Comments:
quando cali nell'urbe ne riparliamo...e dove lo metti il senso di inettitudine zenoniano che mi porto appresso io?!? ;)
un abbracc,
s.
non mi ricordo più che centra zenone, ma inetta non lo sei, mia cara, saggia amica. à bientôt :-)
uelà...addirittura cara e saggia e amica...nn è che te sta a'allarga'troppo?!?;)
s.
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